Mutuo a tasso fisso o variabile: come scegliere
Come funzionano tasso fisso e variabile, quanto può pesare la rata sul reddito e cosa sono spread, surroga e durata.
5 minuti di lettura· Casa e debiti· quiz di 3 domande alla fine
Fisso: paghi la tranquillità
Con il tasso fisso la rata resta identica dal primo all'ultimo mese. Di solito parte un po' più alta del variabile: la differenza è il prezzo della certezza. È la scelta di chi non vuole o non può permettersi sorprese.
Variabile: segui il mercato
Il tasso variabile è legato a un indice di mercato, in genere l'Euribor, più lo spread della banca. Se i tassi scendono risparmi, se salgono la rata aumenta: tra il 2022 e il 2023 molte rate variabili sono cresciute di oltre il 50%.
Ha senso solo se la rata di partenza ti lascia un buon margine e avresti le risorse per sostenere un aumento.
Quanto può pesare la rata
Una regola usata anche dalle banche: la rata non dovrebbe superare circa un terzo del reddito netto mensile. Le banche finanziano di solito fino all'80% del valore della casa: il resto, più le spese di acquisto, lo devi avere da parte.
Durata e surroga
Più il mutuo è lungo, più la rata è bassa ma più interessi paghi in totale. Se dopo qualche anno un'altra banca offre condizioni migliori, puoi trasferire il mutuo con la surroga, che per legge non ha costi per chi la chiede.
In breve
- Fisso per la certezza, variabile solo con margine
- Rata entro un terzo del reddito netto
- La surroga è gratuita: usala se conviene
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Contenuto a scopo educativo. Non costituisce consulenza finanziaria. Dati e regole fiscali possono cambiare nel tempo.